{"id":20984,"date":"2020-05-13T11:47:37","date_gmt":"2020-05-13T09:47:37","guid":{"rendered":"https:\/\/francopacenticanalicchio.it\/?p=20984"},"modified":"2020-05-13T11:47:37","modified_gmt":"2020-05-13T09:47:37","slug":"franco-pacenti-un-ponte-tra-passato-e-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francopacenti.it\/it\/franco-pacenti-un-ponte-tra-passato-e-futuro\/","title":{"rendered":"&#8220;Franco Pacenti: un ponte tra passato e futuro&#8221; di Giovanna Romeo"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tViaggiare significa conoscere villaggi, tradizioni, cibi e cultura enologica. Si \u00e8 fortunati quando si osserva da vicino la vita, quando odori e sapori si mescolano ai profumi di un borgo, ai tramonti di colline che accolgono viti centenarie e vini conosciuti in tutto il mondo. Sono fortunata quindi, perch\u00e9 a Montalcino, comune italiano nella provincia di Siena, inserito in un contorno di cipressi e saliscendi, di profumi di terra soffice in cui affondare i piedi, ci sono stata pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Allora non mi \u00e8 difficile cogliere la nobilt\u00e0 del Brunello, immaginare di percorrere la strada silenziosa che si inerpica verso la collina e conduce al versante nord est in localit\u00e0\u00a0<strong>Canalicchio<\/strong>. Una zona classica, considerata tra le pi\u00f9 vocate, dove la vite cammina lentamente verso la maturazione e i vini mostrano lati sobri e austeri. Vini di carattere, potenti, frutto della forza del lavoro contadino e di quella genuinit\u00e0 che nasce dalle mani di chi ama e rispetta la terra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-33927 aligncenter lazyload\" data-src=\"http:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_9849.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" data-srcset=\"https:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_9849.jpg 1280w, https:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_9849-320x180.jpg 320w, https:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_9849-480x270.jpg 480w, https:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_9849-800x450.jpg 800w\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"719\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1280px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1280\/719;\" \/><\/p>\n<p><strong>Franco Pacenti<\/strong>, produttore in Montalcino sin dal 1960, \u00e8 uno di loro. La sua \u00e8 una delle cantina storiche che viaggia tra tradizione e modernit\u00e0, esperienza e innovazione, e coniuga il lavoro in \u201cattesa e pazienza\u201d. Percorsi lunghi ma di soddisfazione per ottenere etichette che nascono in vigna e dopo vinificazioni tradizionali, maturano in grandi botti di rovere. Dieci ettari vitati di sole uve<strong>\u00a0Sangiovese<\/strong>\u00a0in un contesto di trentasei ettari complessivi; una cantina rimodernata nell\u2019anno 2000 e un antico casale che custodisce la cantina storica di nonno Rosildo che, gi\u00e0 nel 1966, intu\u00ec le potenzialit\u00e0 di questo vino. Lo imbottigli\u00f2 l\u2019anno successivo contribuendo inoltre alla nascita del\u00a0<strong>Consorzio del Brunello di Montalcino<\/strong>\u00a0e all\u2019attuale Azienda agricola Franco Pacenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-33926 aligncenter lazyload\" data-src=\"http:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/FUJI-31.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" data-srcset=\"https:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/FUJI-31.jpg 1280w, https:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/FUJI-31-320x180.jpg 320w, https:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/FUJI-31-480x270.jpg 480w, https:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/FUJI-31-800x450.jpg 800w\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"719\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1280px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1280\/719;\" \/><\/p>\n<p><em>Rosso di Montalcino, Brunello di Montalcino, Brunello di Montalcino Riserva<\/em>\u00a0sono l\u2019espressione del loro lavoro. Infine\u00a0<strong>Rosildo 2015<\/strong>\u00a0il vino icona che Franco e i suoi figli, Lorenzo, Lisa e Serena hanno dedicato al fondatore, padre e nonno. Un ponte tra passato e futuro sugellato dall\u2019inizio ufficiale di Lorenzo in azienda. Da subito ha preso in mano la gestione del processo produttivo concentrandosi sulla parte agronomica. Una scelta legata alla sua passione per la vigna ma anche alla sua formazione come perito agrario.<br \/>\n\u201c<em>La gestione del vigneto \u00e8 svolta completamente da noi;\u00a0\u00e8 minuziosa, sostenibile (confusione sessuale, sarmenti, sovescio, pacciamatura secca volta a mantenere l\u2019umidit\u00e0 del suolo) e supportata da monitoraggi in campo. Ci affidiamo inoltre alle stazioni metereologiche collocate nelle diverse aree dei nostri vigneti che ci permettono di raccogliere dati climatici in tempo reale attuando una viticoltura di precisione e di zonazione<\/em>\u201dracconta Lorenzo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-33925 aligncenter lazyload\" data-src=\"http:\/\/www.jamesmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/FRANCO-PACENTI_Brunello-di-Montalcino-jpeg.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"384\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1280px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1280\/384;\" \/><\/p>\n<p>La sua prima vendemmia nel 2015 proprio con la speciale etichetta Brunello di Montalcino\u00a0<strong>Rosildo 2015<\/strong>, da quest\u2019anno in commercio in sole 1000 pregiate bottiglie. Le uve provengono da un unico vigneto,\u00a0<em>Vigna della Creta<\/em>, l\u2019ultimo impiantato da nonno Rosildo. La vigna \u00e8 posta su un terreno argilloso, il microclima \u00e8 unico proprio come la conca di Canalicchio, le rese molto basse (intorno ai 50 quintali per ettaro), trentasei mesi il tempo d\u2019invecchiamento in botti di rovere francese da 10 ettolitri. Un vino prezioso che sar\u00e0 indissolubilmente legato ad annate uniche e irripetibili. Un sorso preciso e multisfaccetato che profuma di violetta e liquirizia, di frutti rossi scuri ed erbe aromatiche. Corposo, profondo, con un timbro incentrato su ritmo ed eleganza.<br \/>\nUn piacere enologico da degustare nel quadro d\u2019autore in cui nasce, nella splendida terrazza panoramica della Tenuta, ammirando la Val d\u2019Orcia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.jamesmagazine.it\/evidence\/franco-pacenti-un-ponte-passato-futuro\/?fbclid=IwAR0J-A47sdWjBOUHpD9nnGvma8wZr9KeU6jNHDI5mFLuJw0XUwQqFrAzEAE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Clicca qui per leggere l&#8217;articolo completo<\/strong><\/a>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggiare significa conoscere villaggi, tradizioni, cibi e cultura enologica. 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