{"id":20963,"date":"2020-05-11T18:25:43","date_gmt":"2020-05-11T16:25:43","guid":{"rendered":"https:\/\/francopacenticanalicchio.it\/?p=20963"},"modified":"2020-05-11T18:25:43","modified_gmt":"2020-05-11T16:25:43","slug":"pacenti-e-il-brunello-in-nome-del-nonno-rosildo-di-divina-vitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francopacenti.it\/it\/pacenti-e-il-brunello-in-nome-del-nonno-rosildo-di-divina-vitale\/","title":{"rendered":"&#8220;Pacenti e il Brunello in nome del nonno Rosildo&#8221; di Divina Vitale"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-20971 size-medium lazyload\" data-src=\"https:\/\/francopacenticanalicchio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/FUJI-56-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/200;\" \/>Lorenzo Pacenti ha 30 anni, ma una storia familiare che affonda le radici nei suoli argillosi che producono uno dei vini pi\u00f9 apprezzati al mondo, il Brunello. Non si \u00e8 mai distratto pi\u00f9 di tanto e ha sempre sentito dentro s\u00e9 il richiamo dell\u2019azienda di famiglia. Appartiene alla nuova generazione di produttori. Siamo in Val D\u2019Orcia, ai piedi della collina di Montalcino, nell\u2019areale del Canalicchio. Il fondatore \u00e8 stato Rosildo Pacenti, ma \u00e8 il figlio Franco Pacenti, padre di Lorenzo, a dare il nome all\u2019azienda che oggi guida assieme alle sorelle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando ha capito che l\u2019azienda sarebbe diventata il suo futuro?<\/p>\n<p>L\u2019ho sempre sentito, come se mi fosse stata trasmessa nel dna. Respirando e vivendo la passione di mio nonno e mio babbo, nei lavori in campagna, appena potevo andavo con loro. Crescendo non ho mai avuto dubbi, ho frequentato l\u2019Istituto Agrario \u201cAngelo Vegni\u201d vicino a Cortona, in provincia di Arezzo. Visto la mancanza di una rete di trasporti pubblici efficienti stavo in convitto ed anche se a 14 anni non \u00e8 stato facile stare lontano da casa, non ho mollato. E\u2019 stata un\u2019esperienza molto formativa. Poi il corso di laurea triennale in Viticoltura ed Enologia alla Facolt\u00e0 di Firenze, dove ho vissuto per tre anni. Infine il rientro a Montalcino. E\u2019 stato un richiamo forte: c\u2019era bisogno di nuova linfa e conoscenze. Ho capito che sarebbe stato il mio futuro e la mia missione, anche se non \u00e8 stato per niente facile scalare le gerarchie all\u2019interno dell\u2019azienda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Crescendo in una famiglia di produttori, quali sono i ricordi pi\u00f9 belli?<\/p>\n<p>Senza dubbio l\u2019atmosfera che si respirava durante le vendemmie di una volta, con i contadini della zona, parenti ed amici che venivano a darci una mano. La fatica era spesso intervallata da aneddoti curiosi e poi quando andavamo a tavola era una grande festa (le famose \u201cbenfinite\u201d). Pi\u00f9 che un pranzo sembrava un matrimonio dal ben di Dio che c\u2019era sopra al tavolo: tutte ricette di una volta preparate dalle donne di casa. Per non parlare della vendita diretta che facevamo quando io ero piccolo. Spesso i miei genitori erano fuori a lavoro in campagna e con le mie sorelle stavamo in casa con\u00a0 mia nonna. Abitavamo tutti insieme nel casale storico, proprio sopra alla cantina e quando i turisti suonavano il campanello per degustare i vini scendeva mia nonna, spesso in ciabatte e con il grembiule. Non spiccicava una parola di inglese. La cosa sorprendente \u00e8 che in qualche modo riusciva sempre a farsi capire e la genuinit\u00e0 di una volta era ripagata con gli acquisti. In tanti l\u2019hanno fotografata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E gli insegnamenti che porta sempre con s\u00e9?<\/p>\n<p>L\u2019umilt\u00e0. Oggi, pur vivendo in condizioni molto pi\u00f9 agiate di un tempo, vivo con i piedi ben saldi a terra tenendo sempre presente da dove siamo partiti e tutti i sacrifici che sono stati fatti per arrivare fin qui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lei \u00e8 giovanissimo e fa parte della nuova generazione di produttori montalcinesi. Come abbraccia questa nuova dimensione?<\/p>\n<p>Sono consapevole di quello che di buono sta facendo la mia generazione per Montalcino e sono molto orgoglioso di farne parte. Rispetto alle generazioni precedenti ci sentiamo tutti dei privilegiati, ma siamo consapevoli che abbiamo ancora tanta strada davanti e vogliamo portare il nostro territorio e la nostra denominazione ancora pi\u00f9 in alto. Proprio per questo c\u2019\u00e8 molta meno invidia di prima, anzi ci confrontiamo e ci scambiamo molte opinioni per crescere tutti insieme. Inoltre la maggior parte di noi ha una formazione tecnica adeguata e penso che l\u2019innalzamento qualitativo dei vini di Montalcino, che si nota negli ultimi anni, sia per la maggior parte da imputare a quello che di buono stiamo facendo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tecnicamente cosa cerca in un vino?<\/p>\n<p>Pulizia, equilibrio e piacevolezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E cosa vuole tirare fuori dal suo?<\/p>\n<p>Sicuramente il terroir. Vinificando Sangiovese in purezza, vitigno che si plasma molto in base alle caratteristiche pedoclimatiche in cui cresce. I vigneti sono accorpati in un\u2019unica zona e voglio che\u00a0 questo si riscontri nei nostri vini. La zona in questione \u00e8 l\u2019areale del \u201cCanalicchio\u201d, nel versante nord-est di Montalcino ad un\u2019altitudine di circa 300 metri s.l.m. con terreni di matrice argillosa, che dnno vini molto eleganti, anche nelle annate sempre pi\u00f9 calde degli ultimi tempi dove acquistano pi\u00f9\u00a0 potenza ma senza perdere di bevibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo in un momento molto particolare. Cosa serve e in cosa ci si deve maggiormente impegnare?<\/p>\n<p>Sar\u00e0 fondamentale fare squadra e sicuramente anche l\u2019apporto digitale, che nel nostro settore era rimasto un po\u2019 marginale, diventer\u00e0 un supporto fondamentale per accorciare le distanze ed i tempi. Poi l\u2019identit\u00e0 \u00e8 il nostro valore aggiunto e potrebbe essere l\u2019occasione per fortificarla, facendo entrare nel vivo del nostro lavoro quotidiano ancora pi\u00f9 persone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vostra \u00e8 una storia importante, come vive tutta questa longevit\u00e0?<\/p>\n<p>Con tanto orgoglio e consapevolezza di quello che siamo, ma soprattutto di quello che eravamo quando Montalcino era solo una piccola realt\u00e0 agricola. \u00c8 fondamentale non sentirsi mai arrivati e cercare sempre nuovi stimoli per crescere e migliorarsi, anche perch\u00e9 la concorrenza \u00e8 sempre maggiore. I grandi investitori stranieri, per esempio, hanno possibilit\u00e0 economiche pressoch\u00e9 illimitate, molti vedono Montalcino solo come business. Noi, a differenza, qui abbiamo le nostre radici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 appena uscito anche il vostro nuovo vino, dedicato proprio al nonno?<\/p>\n<p>Si, mio nonno Rosildo \u00e8 sempre stato il mio punto di riferimento, avevamo un legame speciale. Purtroppo \u00e8 venuto a mancare quando avevo solo 19 anni, ma spesso mi torna in mente e sono sicuro che da lass\u00f9 ci osserva con il suo bel sorriso e le guance rosse \u201cavvinazzate\u201d. Sarebbe fiero di tutto l\u2019impegno e l\u2019entusiasmo che noi nipoti mettiamo nel portare avanti il suo sogno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Progetti futuri?<\/p>\n<p>Negli ultimi anni abbiamo investito molto sulla produzione, per raggiungere un livello sempre pi\u00f9 alto, sia in vigna (impianto nuovi vigneti, consulente agronomo esterno Donato Bagnulo ed installazione stazione meteo) sia in cantina (costruzione nuova cantina ed investimento sui legni). Vogliamo puntare sulla comunicazione e sulla wine hospitality per far toccare con mano la nostra realt\u00e0, vivendo delle vere e proprie esperienze e non semplici degustazioni. Avevamo in programma dei pacchetti da fare all\u2019aperto adatti anche a famiglie come pic-nic e cooking class. Ma il vero sogno nel cassetto sarebbe quello di collegare la nuova cantina a quella storica con un tunnel sotterraneo: all\u2019interno uno spazio dedicato alla collezione delle vecchie annate.\u00a0 E ristrutturare il vecchio casale realizzando un ristorante, dove la mia gemella Serena potrebbe dilettarsi nella rivisitazione contemporanea delle ricette contadine toscane, vista la sua grande passione per la cucina e gli studi effettuati all\u2019alberghiero \u201cPellegrino Artusi\u201d di Chianciano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wineattitude.eu\/storie-di-vino\/pacenti-e-il-brunello-in-nome-del-nonno-rosildo\/?fbclid=IwAR1s9BJa9kaEGS0wDMBwZqguxJWCYv0VtVQ4Opu1gvKTVTbDGfNDOIgZcgk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Clicca qui per leggere l&#8217;articolo completo<\/strong><\/a>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lorenzo Pacenti ha 30 anni, ma una storia familiare che affonda le radici nei suoli argillosi che producono uno dei vini pi\u00f9 apprezzati al mondo, il Brunello. 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